L’On. Aldo Patriciello sposa un progetto innovativo e di straordinaria utilità per la crescita del nostro paese grazie al coinvolgimento della società civile e soprattutto dei giovani. L’Europarlamentare si è recato oggi a Catanzaro in occasione degli “Stati Generali del Mezzogiorno d’Europa”; una iniziativa promossa dall’Associazione ItaliaCamp in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sette aule di discussione su specifiche tematiche di interesse delle regioni coinvolte: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia; presenti i Governatori delle suddette regioni. Una inedita raccolta di idee e di progetti, tramite i cosiddetti BarCamp organizzati in Italia e in Europa presso la sede del Parlamento Europeo, a sostegno della crescita economica, sociale e civile del Mezzogiorno del nostro Paese. L’incontro di Catanzaro, quindi, non è altro che la concretizzazione di una rete territoriale tra rappresentanti del mondo istituzionale, accademico, imprenditoriale, con lo scopo di diffondere il principio dell’innovazione sociale per avviare un processo di responsabilità e democratizzazione indispensabile per la partecipazione dei cittadini alla crescita del paese e al bene comune. 16 i progetti raccolti in ciascuna regione partner che sono stati inseriti in un vero e proprio concorso denominato “La tua idea per il paese”; i migliori saranno premiati da una giuria formata dai Presidenti delle Regioni interessate.
“Vorrei innanzitutto complimentarmi con gli ideatori dei progetti presentati e con i Presidenti della Fondazione e della Associazione ItalaCamp, i Dottor Celli e Sammarco, per aver promosso un’idea del tutto innovativa e strategica allo sviluppo delle nostre regioni del Sud, i partner commerciali che hanno supportato questa nobile iniziativa, ma soprattutto tutti i giovani che si sono cimentati in quest’avvincente sfida che deve rappresentare un modello da imitare per smuovere le nobili energie e intelligenze presenti nel nostro Paese. – ha affermato l’On. Patriciello a margine dell’incontro – La recente crisi economica deve trasformarsi in una sfida che ci deve permettere, con rinnovato impegno ed entusiasmo di generare un processo partecipativo virtuoso in cui ogni cittadino si senta coinvolto nel contribuire a cambiare in meglio la società in cui viviamo. Le risorse economiche per favorire la ripresa ci sono e in gran parte sono messe a disposizione dall’Unione Europea, ma occorre lavorare in modo sinergico affinché amministratori locali, provinciali, regionali ed europei possano drenare preziose risorse per la crescita territoriale, valorizzando il territorio con progetti credibili e sostenibili tanto dal punto di vista economico quanto ambientale e sociale. Ho letto con interesse le idee che ognuno dei giovani delle Regioni coinvolte nell’incontro di Catanzaro ha presentato. Esse possono apportare innovazione e lavoro e quindi sovvertire i dati emersi dal recente rapporto della Banca d’Italia e dal Rapporto Svimez sullo stato di salute economico del mezzogiorno quali il calo occupazionale, l’elevata disoccupazione giovanile e l’elevata migrazione verso Lombardia e Emilia Romagna.
Occorre dunque sfruttare, anche attraverso l’ultimo treno dei fondi comunitari, la possibilità di rendere concrete le brillanti idee progettuali presentate, favorendo una transizione verso un’economia basata sulla conoscenza e sulla cultura. In qualità di Membro della commissione ricerca del Parlamento europeo posso testimoniare come l’Unione Europea vada sempre più verso un’economia basata sulla conoscenza la sola capace non soltanto di creare ricchezza, ma anche di garantire una crescita sostenibile di lungo periodo. L’innovazione e la ricerca devono pertanto essere stimolate, attraverso iniziative di questo tipo, mediante una maggiore partecipazione, con progetti vincenti, ai programmi europei come il Settimo programmo quadro e Orizzonte 2020 che in queste settimane è in via di definizione in Parlamento. Il futuro sarà sempre più segnato dalla produzione, accumulazione, circolazione e valorizzazione della conoscenza. Dagli studi condotti da Eurostat si evince che la capacità attrattiva di un territorio dipende dalla prossimità geografica tra impresa e università.
A tal riguardo per determinare una nuova fase dell’industria pensante, il sistema universitario può e deve esercitare a livello internazionale un ruolo attivo non solo per quanto attiene la formazione ma anche e soprattutto per la produzione di ricerca e di conoscenza scientifica, per il trasferimento tecnologico e quindi per la creazione di ricchezza. Le università e i momenti di studio come quello promosso da ItaliaCamp, devono dunque rappresentare in misura crescente il cardine attorno al quale far ruotare tutti i processi di ricerca, aumentando le collaborazioni transnazionali al fine di creare un vero spazio europeo della ricerca. Occorre dunque fare in modo che le idee più brillanti, i migliori cervelli, debbano interagire con il mondo imprenditoriale e con le amministrazioni locali, solo così sarà possibile rafforzare il tessuto economico del nostro Paese. Investire in ricerca per un Paese come l’Italia, che spende solo l’1,1 % del PIL, vuol dire portare in Europa progetti italiani che rispondano alle esigenze degli obiettivi UE.
Il futuro del sud Italia è strettamente legato al rilancio di una cultura imprenditoriale affiancata alle nuove tecnologie, in grado di sviluppare l’agricoltura di qualità, tipica e biologica, le piccole e medie imprese, soprattutto in relazione al know-how e ai marchi italiani, ed il turismo, soprattutto quello legato all’ambiente e alla cultura. Se le energie presenti nel nostro Mezzogiorno saranno adeguatamente sollecitate, coordinate ed utilizzate; se si opererà con maggiore sinergia riducendo la frammentarietà degli interventi, il Mezzogiorno italiano oltre ad essere protagonista sulla sponda sud potrà diventare ponte di transito dell’intera Europa verso i Paesi del Mediterraneo. Per questo interpreto l’evento di Catanzaro come un segnale forte che va verso un dinamismo scientifico strumento per traghettarci fuori dalla crisi”.












