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Al Summit europeo della Salute in corso a Bruxelle Al Summit europeo della Salute in corso a Bruxelles si parla di sanità, ricerca e innovazione. 
Nel mondo in cui viviamo, complesso e in rapida evoluzione, la correlazione tra salute ed economia non è mai stata così forte. 
Il perché è semplice: c’è un legame strettissimo tra questi due fattori.
Ecco perché investire nelle infrastrutture sanitarie, promuovere misure preventive e garantire un accesso equo ai servizi sanitari non solo incide sui risultati in materia di sanità pubblica, ma è anche determinante nel promuovere una crescita economica sostenibile e nel migliorare la competitività europea e globale.
È questa la sfida del futuro. 
E è una sfida a cui l’Europa non può e non deve sottrarsi.
Secondo gli ultimi dati Svimez, per la prima volta Secondo gli ultimi dati Svimez, per la prima volta, il sud cresce più del nord. 
Un ottimo segnale, non c'è dubbio. Ma non è tutt'oro quello che luccica: bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare sodo, nessuno escluso. 
Di questo e molto altro ho parlato nella mia intervista di oggi per Primo Piano Molise 
Per leggerla tutta vi lascio il link nelle storie. 
Buon inizio di settimana a tutti!
Nella splendida cornice di Castel Capuano, a Napol Nella splendida cornice di Castel Capuano, a Napoli, per partecipare alla IV Giornata Internazionale di Studi ‘Linguistica ed Economia’. 
Si è parlato anche di riforma  tributaria e dell’importanza di uniformare il trattamento dei giudici chiamati a svolgere questo delicato compito.
Il Parlamento europeo ha un grosso compito nei pro Il Parlamento europeo ha un grosso compito nei prossimi mesi: il trasporto combinato deve diventare una scelta competitiva non solo per i suoi benefici ambientali, ma anche per i costi diretti sostenuti dagli operatori. 
Ecco perché la revisione della Direttiva Europea sul trasporto combinato rappresenta un’opportunità unica per guidare la nostra Unione verso un modello di mobilità più sostenibile, efficiente e competitivo.
Ne ho discusso oggi con l'Associazione operatori nel trasporto ferroviario merci.
Buongiorno, Strasburgo! 💪🏻💪🏻 Buongiorno, Strasburgo! 💪🏻💪🏻
Non è necessario colpire una donna per farle viole Non è necessario colpire una donna per farle violenza, purtroppo. 
Ed è forse questo il vero, grande problema: ci sono troppi modi per ferire una donna, i suoi sentimenti, la sua dignità, il suo corpo. 
Alzare il velo di omertà che troppo spesso tende a coprire - se non a negare - questo genere di violenza è il primo passo da fare. Ma serve altro, inutile girarci intorno. 
Servono politiche efficaci; serve prevenzione; serve la cultura del rispetto; serve l'educazione; serve evitare i luoghi comuni e l'inutile retorica. 
Perché la verità è che dietro ogni donna uccisa c'è la storia di un fallimento e la tragedia di una vita spezzata; dietro ogni violenza compiuta c'è spesso un piccolo uomo senza dignità. 
E allora serve innanzitutto la coscienza di risolvere il problema; la nostra voglia di essere persone migliori. 
Per onorare e rispettare tutte le donne, di ogni tempo, vittime innocenti di una violenza insensata e imperdonabile.
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Aldo Patriciello

12/08/26

Aldo Patriciello
Un referendum è sempre una grande espressione di democrazia. Quando una comunità viene chiamata a esprimersi sul proprio futuro, siamo di fronte a qualcosa di estremamente positivo e nobile. La politica non deve avere paura della volontà popolare, deve avere il coraggio di ascoltarla.La mia intervista per il_centro 👇🏻👇🏻👇🏻Il referendum per l’eventuale annessione della provincia di Isernia all’Abruzzo sta tornando al centro del dibattito. Qual è la sua posizione?La mia posizione parte da un principio molto semplice: il referendum è sempre una grande espressione di democrazia. Quando una comunità viene chiamata a esprimersi sul proprio futuro, siamo di fronte a qualcosa di estremamente positivo e nobile. La politica non deve avere paura della volontà popolare, deve avere il coraggio di ascoltarla.Sul merito dell’eventuale annessione credo invece sia sbagliato dare oggi una risposta ideologica o precostituita. Sono profondamente molisano, sono legato alla mia terra e alla provincia di Isernia, ma sono anche un uomo delle istituzioni. Se i cittadini saranno chiamati a decidere, dovranno poterlo fare liberamente e consapevolmente e il loro voto dovrà essere rispettato.⸻Lei sarebbe quindi favorevole a lasciare decidere i cittadini?Assolutamente sì. Non credo che la politica debba sostituirsi ai cittadini quando si parla del futuro di una comunità.Se ci sarà un referendum, saranno gli abitanti di quel territorio a dover esprimere la propria volontà. E qualunque sarà il risultato, dovrà essere rispettato.Credo che questo sia il senso più autentico della democrazia: non chiedere ai cittadini di votare soltanto quando siamo sicuri che voteranno come vorremmo noi.⸻Non teme che il referendum possa rappresentare una sconfitta per il Molise?No. Il Molise non si difende impedendo ai cittadini di parlare. Il Molise si difende rendendolo più forte.Da parlamentare europeo molisano mi batto ogni giorno perché la nostra regione abbia più infrastrutture, più servizi, più opportunità e maggiore peso politico. Ma difendere il Molise significa soprattutto difendere i molisani.E se una parte della nostra comunità arriva a interrogarsi sul proprio futuro istituzionale, la prima cosa che la politica deve fare è chiedersi perché. Quali sono le ragioni di questa scelta? Cosa non ha funzionato? Quali aspettative non sono state soddisfatte?Sono domande alle quali dobbiamo rispondere con serietà, non con la propaganda.⸻Secondo lei, perché nasce questa richiesta proprio dalla provincia di Isernia?Credo che sarebbe sbagliato semplificare. Isernia ha una storia, una cultura e una identità molto forti e ha anche una naturale vicinanza geografica ed economica con l’Abruzzo.Ma dietro una richiesta di questo tipo possono esserci molte ragioni: la percezione della qualità dei servizi, i collegamenti, le opportunità di sviluppo, il rapporto con le istituzioni, il peso politico del territorio.È proprio questo che dovremmo capire.Io non considero questa iniziativa un atto contro il Molise. La considero una domanda che arriva da una comunità e che la politica ha il dovere di ascoltare.⸻Isernia sarebbe più forte se entrasse in Abruzzo?Non credo sia serio rispondere con uno slogan.Bisogna valutare concretamente cosa cambierebbe per i cittadini: sanità, trasporti, infrastrutture, servizi pubblici, imprese, occupazione, rappresentanza istituzionale e capacità di attrarre investimenti.Da meridionalista, penso che il vero tema non siano i confini amministrativi, ma la capacità dei territori di garantire ai propri cittadini condizioni migliori di vita e di sviluppo.Se un cittadino pensa che in un’altra regione possa avere maggiori opportunità, la politica deve avere l’umiltà di chiedersi perché quella convinzione si sia formata.⸻Lei, però, è un parlamentare europeo della Lega e un rappresentante del Molise. Non dovrebbe difendere l’integrità della regione?Io difendo il Molise ogni giorno, a Bruxelles e sul territorio. Ma difendere il Molise non significa difendere a prescindere ogni assetto amministrativo.Significa difendere i molisani.E difendere i molisani significa anche ascoltare quando una parte della nostra comunità pone una domanda, anche quando è una domanda scomoda.La Lega ha sempre avuto nel rapporto con i territori e con le comunità locali uno dei suoi principi fondamentali. Credo quindi che anche su questa vicenda dobbiamo avere un approccio pragmatico, senza ideologie e senza paure.⸻Non rischia questa posizione di essere interpretata come un’apertura all’annessione?Non credo. Dire che i cittadini devono poter decidere non significa dire quale debba essere il risultato.Io non sto dicendo che Isernia debba passare all’Abruzzo. Sto dicendo che, se una comunità viene chiamata democraticamente a pronunciarsi, quella comunità deve poterlo fare e la sua volontà deve essere rispettata.Sono due cose profondamente diverse.⸻Se fosse un cittadino della provincia di Isernia, voterebbe sì o no?Credo che questa sia una scelta che appartiene innanzitutto ai cittadini di Isernia.Naturalmente ho le mie convinzioni personali e conosco profondamente il territorio, ma non credo che un parlamentare debba dire ai cittadini come votare su una questione che riguarda direttamente il loro futuro.Se sarò chiamato a esprimermi politicamente, lo farò con grande senso di responsabilità. Ma oggi rivendico soprattutto il diritto dei cittadini a decidere liberamente.⸻C’è il rischio di una contrapposizione tra Molise e Abruzzo?Questo sarebbe l’errore più grande.Molise e Abruzzo sono territori vicini, legati da rapporti storici, culturali, economici e umani profondissimi. Non abbiamo bisogno di una guerra tra territori.Anzi, credo che dovremmo lavorare molto di più insieme.Penso, per esempio, alle infrastrutture, ai collegamenti, alla sanità, al turismo, alla valorizzazione delle aree interne e alle politiche europee. In molti casi la collaborazione tra territori può essere molto più importante dei confini amministrativi.⸻Qual è quindi il messaggio che sente di rivolgere ai cittadini di Isernia?Di partecipare, di informarsi e di decidere liberamente.Non lasciate che altri decidano per voi. Se vi sarà chiesto di esprimervi, fatelo guardando innanzitutto a ciò che ritenete migliore per i vostri figli, per le vostre famiglie, per le vostre imprese e per il futuro del territorio.La politica deve accompagnare questo processo senza condizionarlo.⸻E quale messaggio rivolge invece ai molisani?Dico che non dobbiamo avere paura di una discussione democratica.Il Molise ha bisogno di ritrovare orgoglio, fiducia e capacità di guardare al futuro. E questo significa anche avere il coraggio di confrontarsi con le proprie criticità.Io sono orgogliosamente molisano e continuerò a battermi perché questa terra abbia più forza e più opportunità.Ma proprio perché amo il Molise, non penso che dobbiamo avere paura delle domande che arrivano dai nostri cittadini.⸻In definitiva, quindi, qual è la sua posizione?La mia posizione è molto semplice: prima viene la democrazia, poi viene il merito della scelta.Non spetta alla politica sostituirsi ai cittadini. Spetta alla politica ascoltare, informare, garantire che il confronto sia libero e consentire alle comunità di decidere il proprio futuro.Io credo che laddove venisse meno la provincia di Isernia verrebbe meno l’autonomia regionale del Molise e pertanto qualsiasi forma di riorganizzazione amministrativa non puo a mio avviso non contemplare anche la provincia dí Campobasso.Ma in ogni caso qualunque sarà la scelta degli abitanti della provincia di Isernia, dovrà essere rispettata.Io non sono per i confini contro i cittadini. Sono per i cittadini prima dei confini.Questa, per me, è la vera democrazia. E questo è anche il modo più autentico di essere meridionalisti: mettere al centro le persone, i territori e il loro diritto a costruire il proprio futuro. ... Vedi altroVedi meno

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Aldo Patriciello

08/08/26

Aldo Patriciello
A settant’anni dalla tragedia di Marcinelle, rendiamo omaggio alle 262 vittime di una delle pagine più dolorose della storia dell’emigrazione europea, tra cui 136 italiani che lasciarono la propria terra in cerca di un futuro migliore e trovarono, invece, la morte nelle profondità della miniera.Il loro sacrificio rappresenta un monito permanente affinché il lavoro sia sempre sinonimo di dignità, sicurezza e tutela della persona. La memoria di Marcinelle ci richiama alla responsabilità di costruire un’Europa che metta al centro il valore della vita umana, la protezione dei lavoratori e il rispetto dei diritti fondamentali.Nel ricordo di quei minatori, rinnoviamo il nostro impegno affinché tragedie come questa non si ripetano mai più. Custodire la loro memoria significa onorare il coraggio di un’intera generazione e trasmettere alle nuove generazioni i valori della solidarietà, della giustizia e della dignità del lavoro.Per non dimenticare. Per continuare a costruire un’Europa più giusta, più sicura e più umana. ... Vedi altroVedi meno

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