Onorevole Aldo Patriciello come valuta l’uscita dalla Lega del generale Roberto Vannacci che ha fondato un suo partito futuro nazionale?

Personalmente non ho mai creduto alle fughe in avanti perché sono fermamente convinto che il tempo dei partiti “personali” sia finito. Ciò detto mi dispiace che Vannacci sia uscito dalla Lega e che non ci sia stato modo di ricomporre quella che poi è risultata essere una frattura insanabile.

 

 Sempre in tema di fuoriusciti dalla lega in provincia di Salerno hanno lasciato il partito per aderire a forza Italia l’onorevole Attilio Pierro ed il neo consigliere regionale Mimi Minella che hanno accusato il partito di Caserta centrismo.

Non conosco le motivazioni di questa decisione e sinceramente mi sembra fuori luogo entrare in questioni che riguardano dinamiche interne ai vertici regionali del partito. Io sono sempre convinto che il dialogo – anche duro, brutale se necessario – sia un valore politico da coltivare, una palestra necessaria se si vuole davvero contribuire a far crescere una classe dirigente seria e matura.

 

 Come giudica il lavoro del coordinatore regionale della lega Gianpiero Zinzi

 Conosco Gianpiero da moltissimo tempo e ho avuto modo più volte di apprezzarne le capacità organizzative e politiche. Come coordinatore regionale del Molise so bene quanto sia difficile assumere la guida politica di un territorio, far quadrare i conti, organizzare i dipartimenti e mobilitare la maggior parte dei militanti. Se in una piccola regione come il Molise è difficile, in Campania lo è ancora di più. A Zinzi non posso che rivolgere solo complimenti per ciò che sta facendo.

 

Quali sono le iniziative che porta avanti al parlamento europeo in favore del Mezzogiorno?

Sono in Parlamento europeo da tempo sufficiente per poter dire che la vera politica meridionalista si fa a Bruxelles e non a Roma. Penso alle battaglie che abbiamo fatto in difesa del nostro made in Italy; quelle contro l’etichettatura a semaforo che avrebbe penalizzato i prodotti alimentari italiani; quelle a tutela del nostro vino, del settore ittico e tante altre. Ma soprattutto sono orgoglioso di aver lavorato in questi anni sulla l’approvazione del Recovery Fund, tradotto poi in Italia con il Pnrr. Stiamo parlando di un piano da 200 miliardi di euro che sta servendo anche a recuperare il famoso divario infrastrutturale tra Nord e Sud. Un divario – è bene ricordarlo – che dura da troppo tempo e che le istituzioni europee hanno sempre indicato come uno dei principali mali del nostro Paese.

 

Come giudica la nuova giunta regionale della Campania guidata da Roberto Fico

 Per cultura politica e personale sono abituato a giudicare le persone dal loro lavoro e dai loro risultati politici. Pur non appartenendo alla parte del Presidente Fico, gli faccio i migliori auguri di buon lavoro: la Campania – e in generale tutto il Mezzogiorno – ha bisogno di crescita e sviluppo.

 

 Cosa ne pensa del referendum sulla giustizia. Come voterà e perché.

 Voterò SI perché sono fermamente convinto che questa riforma migliorerà il sistema giudiziario e restituirà maggior autorevolezza alla magistratura. A patto però che si esca dalla polemica politica spicciola: questo non è un referendum pro o contro Giorgia Meloni, pro o contro il Governo. Questo è un referendum sulle modifiche costituzionali in tema di separazione delle carriere e governo della magistratura. Punto.

 

Onorevole Aldo Patriciello cosa pensa di queste continue polemiche tra governo e giudici.

Sono polemiche ci sono sempre state e che da sempre rappresentano un problema per il nostro Paese. Anche qui però, vede, la questione riguarda il modo in cui, negli ultimi decenni, una certa parte della magistratura è apparsa poco imparziale e troppo politicizzata, in alcuni casi. Ciò ha prodotto un danno non solo alla giustizia ma anche alla stessa politica. Spero e auspico fortemente che si ritorni al più presto ad un sano e necessario rispetto dei ruoli, ciascuno secondo le proprie prerogative e competenze.

 

In primavera si voterà per le elezioni amministrative in importanti centri regionali. Con quale programma si presenterà la lega.

Con un programma concreto, fatto di poche chiacchiere e tanto buon senso. Un programma che valorizzi i territori, difenda i cittadini e la sicurezza delle nostre città. Un programma che miri a far funzionare i servizi, a valorizzare la produttività regionale e a evitare gli sprechi. Insomma: un programma vero e non una serie di fumosi propositi.

 

 

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