
- Onorevole Aldo Patriciello come parlamentare europeo della Lega quali iniziative politiche portate avanti?
In Europa stiamo lavorando per costruire un’Unione che sia più vicina ai cittadini e meno condizionata dalla burocrazia. Mi occupo in particolare di salute, industria, ricerca e innovazione, con un’attenzione particolare alle esigenze delle imprese e dei territori del Mezzogiorno. Mi sto battendo affinché una quota sempre maggiore delle risorse europee venga destinata alla ricerca scientifica, alle università, alla digitalizzazione e alla competitività delle nostre aziende. Allo stesso tempo sosteniamo politiche energetiche pragmatiche, che accompagnino la transizione senza mettere in ginocchio il sistema produttivo italiano. Sul piano politico, la Lega difende il principio di un’Europa delle nazioni, che collaborano su grandi temi comuni ma senza sottrarre competenze fondamentali agli Stati membri
- Recentemente il parlamento europeo ha votato in modo favorevole al progetto della remigrazione sostenuto anche dal governo Meloni. Una sua valutazione?
Negli ultimi anni è diventato evidente che il modello dell’immigrazione incontrollata ha mostrato tutti i suoi limiti. L’Europa ha finalmente iniziato a discutere strumenti più efficaci per distinguere chi ha realmente diritto alla protezione internazionale da chi, invece, soggiorna illegalmente sul territorio europeo. Ritengo positivo ogni passo che rafforzi i rimpatri effettivi di coloro che non hanno titolo per restare, perché senza un sistema credibile di rimpatri qualsiasi politica migratoria perde efficacia. Questo significa riaffermare un principio semplice: solidarietà verso chi fugge realmente da guerre e persecuzioni, ma fermezza verso l’immigrazione irregolare e verso chi viola le regole. È una posizione che il Governo Meloni sostiene con determinazione e che oggi trova sempre più consenso anche nelle istituzioni europee.
- Lo stato di salute della Lega in Campania e Salerno.
La Lega sta vivendo una fase di consolidamento importante anche nel Mezzogiorno. Oggi siamo un partito radicato, con amministratori competenti, una classe dirigente in crescita e una presenza sempre più capillare sul territorio. In Campania e nel Salernitano esistono enormi potenzialità. I cittadini chiedono meno ideologia e più risposte concrete: infrastrutture, sicurezza, lavoro, sostegno alle imprese e servizi efficienti. Sono convinto che il consenso continuerà a crescere proprio perché la Lega propone soluzioni pragmatiche ai problemi reali delle persone.
- Come giudica il fenomeno Vincenzo De Luca che si presenta senza simbolo di partito e vince le elezioni.
Vincenzo De Luca rappresenta certamente un fenomeno politico costruito negli anni attorno alla propria figura personale più che all’identità del centrosinistra. Quando qualcuno raccoglie così tanto consenso da parte dei cittadini bisogna sempre valutare il fenomeno con grande rispetto. Ovvio che la crisi dei partiti degli ultimi anni ha inciso molto in questo senso.
- Ed il fenomeno generale Roberto Vannacci che fa proseliti anche nel Salernitano
Il generale Roberto Vannacci ha saputo intercettare una parte significativa dell’opinione pubblica che chiedeva maggiore chiarezza su temi come sicurezza, identità nazionale, immigrazione e difesa dei valori occidentali. Il suo consenso dimostra che esiste una domanda politica molto forte su questi argomenti e che il centro destra deve continuare a portare avanti con fermezza e convinzione.
- In molti comuni del salernitano la macchina comunale è inceppata anche per carenza di personale. Come farla ripartire?
Il problema riguarda gran parte dell’Italia e nasce da anni di blocco del turn-over e da norme spesso troppo rigide. Occorre consentire ai comuni virtuosi di assumere personale qualificato, semplificare le procedure concorsuali, investire nella formazione e nella digitalizzazione degli uffici. L’Europa mette a disposizione strumenti e risorse importanti, ma senza personale tecnico molti enti locali non riescono nemmeno a partecipare ai bandi o a spendere efficacemente i finanziamenti disponibili. Per questo rafforzare la capacità amministrativa dei comuni deve diventare una priorità nazionale.
- Onorevole I recenti scioglimenti dei consigli comunali per infiltrazioni camorristiche dei comuni di Pagani e Sarno dimostra come sia difficile amministrare in zone difficili come l’agro-nocerino. Cosa fare per evitare pressioni indebite.
Lo scioglimento di un consiglio comunale rappresenta sempre una sconfitta per lo Stato e per la comunità locale. Servono controlli preventivi sempre più efficaci, piena collaborazione tra prefetture, magistratura e forze dell’ordine e una cultura della legalità che coinvolga amministratori, imprese e cittadini. Ma bisogna anche sostenere concretamente i sindaci onesti, che spesso amministrano sotto fortissime pressioni e con mezzi limitati. Lo Stato deve essere presente prima che emergano le infiltrazioni, garantendo strumenti di prevenzione, trasparenza amministrativa e tutela di chi denuncia. La lotta alla criminalità organizzata non può conoscere divisioni politiche: è una battaglia che riguarda la democrazia stessa e richiede istituzioni forti, credibili e vicine ai territori.